La
specie certamente più importante e rappresentativa
delle foreste delle Serre è il lupo
(canis lupus italicus
), che è tornato a ricolonizzare questo territorio
dopo alcuni decenni di assenza, come testimoniano alcune uccisioni
di esemplari nelle montagne di Mammola e Grotteria. L’ipotesi
è che il lupo, estintosi intorno agli anni ’50
in tutta la montagna meridionale della Calabria, si sia pian
piano irradiato verso di essa dalla Sila, al seguito dei branchi
di cinghiali; si stima una popolazione non superiore a poche
decine. Ha abitudini solitamente notturne, piuttosto circospette,
ama vivere e muoversi all’ombra delle selve, dove può
spostarsi anche di cinquanta chilometri in un solo giorno
alla ricerca di cibo. Si ciba di erbivori quando questi abbondavano
ma oggi spesso è costretto a sfamarsi nelle discariche,
ad uccidere piccoli mammiferi o cani vaganti nei boschi, raramente
ad attaccare bestiame domestici, nel 4,8% dei casi: viene
così smentita clamorosamente la sinistra fama di massacratore
di mandrie che aleggia sul lupo e che è all’origine
delle vendette dei pastori e che ne ha causato la scomparsa.
Le aggressioni al bestiame è da attribuirsi invece
a cani inselvatichiti che, abbandonati spesso dall’uomo
sono speso più aggressivi del lupo.Al
secondo posto tra i mammiferi delle Serre, quanto a rarità
ed importanza c’è l’istrice
(Histrix cristata
); anche questa specie è data per ufficialmente inesistente
nelle Serre ma al WWF di Lamezia Terme nel 1996 giunse un
istrice ferito nelle colline di Borgia, alle falde nord-orientali
delle Serre. L’istrice ha un aspetto singolare, fornito
com’è su tutto il corpo di lunghi aculei che
possono raggiungere i 30 cm di lunghezza; il suo peso raggiunge
anche i 30 kg e gironzola nella macchia alla ricerca di frutta,
tuberi, radici, cortecce d’albero etc...Altro
mammifero protagonista fra la fauna delle Serre è il
gatto selvatico (Felis silvestris
); si tratta di un piccolo felino di taglia un po’
più grande di quella di un comune gatto ed è
dotato di un folto pelo sulla coda. Ama rifugiarsi in grandi
alberi cavi, in anfratti. Si nutre di piccoli roditori, uccelli,
rane e talvolta di lepri.Nel
cavo degli alberi più vecchi si rifugia la martora
(Martes martes
), instancabile predatore della stazza di un gatto domestico,
rapida, silenziosa, elusiva. Del tutto simile alla comune
faina tranne che per la macchia gialla sul petto che nella
faina è bianca; si ciba soprattutto di piccoli mammiferi
e di uccelli.
I
mammiferi più comuni  |
Il cinghiale (Sus
scrofa
), vero protagonista della vita selvatica delle Serre, vive
in branchi anche numerosi, tranne che per i cosiddetti “solenghi”,
cioè grandi maschi adulti che scorrazzano nella macchia
solitari e che possono essere spesso aggressivi. La traccia
del passaggio dei cinghiali sono le “scarrufate”,
ossia scavi che i cinghiali fanno con il loro muso alla ricerca
di tuberi. La causa della suo notevole diffusione è
certamente frutto di una scriteriata politica di ripopolamento
a scopo venatorio che ha provocato indirettamente la scomparsa
dell’antico ceppo indigeno del cinghiale appenninico.
Il cinghiale preferisce i boschi di querce, castagni, faggi,
dove si ciba anche di ghiande, castagne, faggiole.Il
tasso (Meles meles) invece è
un curioso animale dalle dimensioni di un cane di media taglia
e si distingue per il lungo muso affusolato e per la presenza
sulla testa bianca di due strisce longitudinali nere; la sua
dieta è varia: radici, funghi, frutti, anfibi, rettili,
insetti, piccoli mammiferi, lumache e lombrichi. Il tasso
scava la sua tana nella terra e durante l’inverno non
cade in letargo anche se rallenta tutte le sue attività.La
lepre (Lepus europaenus
) autoctona oramai non è molto comune, è
stata rimpiazzata da esemplari di ripopolamento a scopo venatorio
provenienti dall’Argentina. Essa si caratterizza per
le lunghe orecchie con l’apice nero, le grandi e forti
zampe posteriori e per il colore marrone della pelliccia che
nella parte inferiore invece è bianca. Si nutre di
erbe, scorze e rametti; si rifugia tra i cespugli.Comunissima
invece è la volpe (Vulpes vulpes
) dalla tipica pelliccia rossastra, dalla lunga e folta coda.
Protagonista di svelti attraversamenti stradali di notte,
vive praticamente dappertutto, scavando la sua tana nella
terra e nutrendosi di tutto.Altro
predatore di piccoli animali è la faina
(Martes foina), del tutto simile alla martora ma
sa questa distinguibile soltanto per la macchia bianca sul
petto e dal fatto che ha abitudini terrestri. Si nutre di
piccoli mammiferi e di uccelli ma anche di frutti e bacche
in inverno.Ancora più
piccola è la donnola (Mustela
nivalis
), vero folletto dei pollai di campagna, dove fa
razzie di polli e galline; ma le sue ridotte dimensioni e
la forma straordinariamente affusolata (simile ad un bassotto)
le consentono anche di inseguire i roditori nelle loro tane.Inconfondibile,
per la sua livrea, è la puzzola (Mustela
putorius
), di dimensioni analoghe a quella della faina, ben nota per
le secrezioni maleodoranti che emette in caso di pericolo
o con lo scopo di marcare il territorio. Si nutre di piccoli
mammiferi, anfibi, insetti e lombrichi.Inconfondibile, per
la sua livrea, è la puzzola (Mustela putorius), di
dimensioni analoghe a quella della faina, ben nota per le
secrezioni maleodoranti che emette in caso di pericolo o con
lo scopo di marcare il territorio. Si nutre di piccoli mammiferi,
anfibi, insetti e lombrichi.Il
riccio (Erinaceus europaeus
), curioso animale dalla forma a palla piena di aculei è
diffuso un po’ dappertutto nelle Serre, gironzola soprattutto
di notte alla ricerca di insetti, anellidi, lumache ed altri
invertebrati; d’inverno va in letargo.Il
ghiro (Glis glis) è un roditore
di grande fama sulle Serre, non foss’altro perchè
viene fatto segno di forsennato bracconaggio per essere cucinato
e mangiato. La livrea grigia è il suo maggiore elemento
distintivo; predilige i boschi di latifoglie dove si nutre
di frutti secchi e di semi; d’inverno va in letargo.Inconfondibile
per la sua pelliccia nera con una macchia bianca sul petto
e sul ventre e per la sua lunga coda è lo scoiattolo
(Sciurus meridionalis
), vero principe dei boschi di conifere ma anche di faggete
e dei castagneti, dove saltella di ramo in ramo facendo incetta
di pinoli, castagne e faggiole. Proprio nei tronchi degli
alberi costruisce il suo nido.La
coda con l’estremità appiattita dotata di un
curioso ciuffetto è invece la caratteristica principale
del quercino (Eliomys quercinus
), altro piccolo roditore che scorrazza allegramente nei boschi;
altro segno distintivo è la mascherina nera sul muso.
Si nutre di insetti, lumache, uova e pulcini di uccelli. Costruisce
il suo nido nei muri, negli alberi o fra le rocce; va in letargo
in inverno.
I
piccoli mammiferi |
Naturalmente sulle Serre vivono
altri piccoli mammiferi come la talpa (Talpa
europea); il toporagno nano (Sorex
minutus), il toporagno comune (Sorex
araneus
), il toporagno acquatico (Neomys
fodiens), la crocidura minore (Crocidura
suaveolens ), il mustiolo (Suncus
etruscus), l’arvicola terrestre
(Arvicola terrestris), la nottola
(Nyctalus notula), l’orecchione meridionale
(Plecotus austriacus), il minottero
(Minopterus schreibersi), il pipistrello
nano (Pipistrellus pipistrellus
), e forse anche il molosso del Cestoni
(Tadarida teniotis
) localizzato ufficialmente a Pizzo Calabro, sulla costiera
tirrenica prospiciente il versante occidentale delle Serre
(PER SAPERNE DI PIU' SUL MOLOSSO DEL
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I
Rapaci |
L’astore (
Accipiter gentilis
)ama rifugiarsi e predare tra i boschi; segni distintivi sono
il piumino bianco delle copritrici inferiori della coda e
il sopracciglio bianco. Nidifica soprattutto sui grandi alberi
di conifere e preda con abilità mammiferi ed uccelli.Lo
sparviere (Accipiter ninus) è
simile all’astore ma è più piccolo e diffuso.Sulle
guglie rocciose del gruppo del Mammicomito – Valle della
Precariti nidifica probabilmente il falco pellegrino
(Falco peregrinus
), noto per l’elevatissima velocità di picchiata
(300 km/h). Le lunghe ali infatti, il colore ardesia del corpo,
quello chiaro picchiettato di scuro sul ventre e sul petto,
i baffi nerastri sono le sue caratteristiche somatiche.Il
nibbio reale (Milvus milvus
) si distingue nettamente dagli altri rapaci per la coda biforcuta
come quella delle rondini. La sua colorazione scura sul dorso,
più rossiccia nella parte inferiore del corpo con macchie
chiare sotto le ali.Nella
fascia orientale delle Serre nidifica anche il nibbio
bruno (Milvus migrans
), di dimensioni inferiori rispetto al nibbio reale e caratterizzato
da una livrea più scura. Anche il nibbio bruno ha la
coda biforcuta.Ovunque presente
è la poiana (Buteo buteo
), detta in vernacolo “rapinu”, facilmente avvistabile
ovunque mentre ruota o plana pigolando mestamente alla ricerca
di qualche preda. Aspetto e dimensione possono variare notevolmente
ma in genere il suo piumaggio è marrone sul dorso e
sulla parte superiore delle ali, chiaro picchiettato di marrone
sul ventre e sul petto. Si distingue dai falchi in volo per
l’evidente sfrangiatura dell’estremità
delle ali.Altrettanto comune
è il gheppio (falco tinnicilus
) dal dorso color rosso mattone, la testa grigio ardesia e
il petto chiaro picchiettato di scuro. Vive preferibilmente
in spazi aperti. Nidifica all’interno di grossi tronchi
o su falesie di roccia.E’
probabilmente presente sulle Serre, con pochissimi esemplari,
anche il raro e grande gufo reale (Bubo
bubo
), che può raggiungere anche i 70 cm di altezza. I
due lunghi ciuffi auricolari e le straordinarie dimensioni
lo distinguono nettamente dagli altri rapaci notturni. Nidifica
prevalentemente su rocce o in grandi alberi cavi. Si nutre
di piccoli mammiferi e uccelli.Tra
gli altri rapaci presenti sulle Serre segnaliamo il gufo
comune (Asio otus
), l’allocco (Strix aluco
), il barbagianni (Tyto alba
), la civetta (Athene noctua
), l’assiolo (Otus Scops).
Gli
uccelli acquatici |
A cominciare dalle svariate specie
di uccelli acquatici che sostano attorno al lago dell’Angitola,
sulle pendici nord-occidentali del massiccio: folaga
(Fulica atra
), gallinella d’acqua (Gallinula
chloropus
), moriglione (Aythya ferina
), moretta (Aythya fuligula
), moretta tabaccata (Aythya nyroca),
germano reale (Anas platyhynchos),
airone cenerino (Ardea cinerea
), garzetta (Egretta garzetta
), nitticora (Nycticorax nycticorax),
cormorano (Phalacrocorax carbo)
etc...
Gli
uccelli |
Per finire alle decine e decine
di specie tipiche delle foreste, delle zone rocciose e delle
campagne: ghiandaia (Garrulus glandarius
), gazza (Pica pica
), cornacchia grigia (Corvus Corone
cornix), merlo (Turdus merula
), merlo acquaiolo (Cinclus
cinclus
), quaglia (Coturnix coturnix),
beccaccia (Scolopax rusticola
), piccione selvatico (Columba
livia), cuculo (Cuculus canorus
), succiacapre (Caprimulgus
europaeus
), gruccione (Merops apiaster
), picchio verde (Picus virdis
), picchio rosso maggiore (Dentrocopos
major), picchio rosso minore (Dentrocopos
minor
), torcicollo (Jynx torquilla
), calantra (Melanocorypha calandra
), cappellaccia (Galerida cristata
), allodola (Alauda arvensis
), prispolone (Anthus trivialis
), usignolo di fiume (Cettia
cett i
), beccamoschino (Cisticola
juncidis
), capinera (Sylvia atricapilla
), occhiocotto (Sylvia melanocephala),
luì piccolo, (Phylloscopus collybita),
saltipalo (Saxicola torquata
), passero solitario (Monticola
solitarius
), pettirosso (Erithacus rubecula
), tordella (Turdus viscivorus
), cincia bigia (Parus palustris
), cinciallegra (Parus major
), codibugnolo (Aegithalos caudatus
), pendolino (Remiz pendulinus
), picchio muratore (Sitta europaea),
rampichino (Certhia brachydactyla
), passera oltremontagna (Passer
domesticus
), fringuello (Fringilla coelebs
), verdone (Carduelis chloris
), cardellino (Carduelis carduelis
), strillozzo (Emberiza calandra
), zigolo muciatto (Emberiza
cia
), zigolo nero (Emberiza cirlus
), ect..
I
rettili |
Tra i serpenti un posto di primo
piano riveste certamente la vipera (Vipera
aspis hugyi
), massacrata con ogni mezzo da pastori, contadini, cacciatori,
boscaioli e quanti altri. In realtà il morso di vipera
è solo raramente mortale ed il veleno concede in genere
un consistente lasso di tempo prima di esplicare interamente
il suo effetto, entro il quale quasi sempre è possibile
raggiungere il più vicino ospedale. In ogni caso si
tratta di un rettile lento nei movimento ed estremamente timido,
ch emorde solo se molestato o calpestato. I casi accertati
di morti per morsi di vipera sono rarissimi: in Italia, tra
il 1980 e il 1984, su 2329 casi segnalati, solo tre furono
mortali, mentre il 62% dei morsicati non mostrò alcun
sintomo di avvelenamento.Altri
serpenti delle Serre sono: il comunissimo biacco
(Coluber viridiflavus
) facilmente riconoscibile per la livrea quasi interamente
nera, le notevoli dimensioni e la rapidità dei movimenti;
il bello e mansueto cervone (Elaphe quatuorlinaeta
), il più grande tra i rettili italiani (può
raggiungere i 2,40 m); altrettanto mansueta è la
biscia dal collare (Natrix natrix
), capace di secernere un liquido maleodorante se
molestata, esperta nuotatrice (non è raro vederla serpeggiare
sul pelo dell’acqua con la testina sollevata o predare
piccoli uccelli, rane e pesciolini); il columbro liscio
(Coronella austriaca
); il columbro d’Esculapio
(Elaphe longissima
); la biscia tassellata (Natrix tassellata
).
Gli
anfibi |
Tra gli anfibi possiamo sicuramente
ricordare l’appariscente salamandra pezzata
(Salamandra salamandra
), inconfondibile per il corpicino flessuoso a chiazze gialle
e nere (pare che nella Calabria meridionale gli esemplari
abbiano una prevalenza di macchie gialle sul corpo), e per
i movimenti lenti ed elastici; la minuscola salamandrina
dagli occhiali (Salamandrina terdigitata
), l’ululone dal ventre giallo
(Bombina variegata
), caratterizzato da chiazze gialle sotto il ventre.Le
tartarughe sono rappresentate dalla tartaruga comune
(Testudo hermanni
).
I
pesci |
Nei fiumi e nelle acque interne
vive la trota fario (Salmo trutta fario
), che di recente, tuttavia, è stata meglio
identificata dagli studiosi come trota macrostigma
(Salmo trutta macrostigma
).
Gli
insetti |
Grande è il novero degli
insetti, tra i quali si segnala soltanto, per ragioni di spazio,
la sontuosa rosalia alpina (Rosalia alpina
), il grande cerambici delle quercie (Cerambyx
cerdo
) e il curioso scarabeo rinoceronte (Oryctes
nasicornis
)
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