Il
luogo  |
Sul
versante orientale della collina che domina la Valle del Marepotamo,
quella che sovrasta i ruderi del Convento di Soreto, molto
probabilmente sorgeva una colonia della Magna Grecia.
Successivamente
fu abbandonata quasi fino al 1400 quando gli abitanti provenienti
da altri centri vicini i quali, attratti dal miraggio di migliori
condizioni di vita, ritennero conveniente spostarsi nel nuovo
centro che si andava formando sulla riva destra del Marepotamo.
In quei secoli infatti, l’industria
della seta in Calabria ebbe il suo grande momento ed è
proprio per questo business che il centro si sviluppò
rapidamente; la popolazione lasciò i piccoli centri
vicini e coprì letteralmente la Valle del Marepotamo
di gelsi, trapiantando una vera e propria industria della
seta. Ma Soreto attraeva popolazione anche perchè veniva
descritto come un luogo in cui la natura, generosa e incontaminata,
forniva stimati vini, oli d’oliva chiari, animali selvatici
da cacciare e un fiume generoso (il Marepotamo) di acqua,
anguille, tartarughe e aironi.
Il
sopralluogo  |
Nelle settimane precedenti
alla pubblicazione del sito mi sono occupato personalmente
di fare un sopralluogo, se pur superficiale, sulla collina
dove l’antica città di Soreto sorte tanti secoli
fa. La prima cosa che colpisce è la straordinaria evidenza
dei luoghi, la presenza di civiltà antica, la spettacolare
posizione della collina.
Possibile che solo Scarano
con il suo libro si siano mai interessati di approfondire
la storia della propria terra?
I
ritrovamenti  |
Personalmente sono riuscito
a individuare diverse testimonianze di civiltà che
in alcuni casi sfiorano l’impensabile.
Così è stato
per il ritrovamento dell’antico tracciato dell’antica
strada che portava fino in cima a Soreto; la cosa più
interessante è stata la straordinaria precisione con
cui gli abitanti avevano disposto delle pietre in modo trasversale
lungo la strada, esattamente ogni 10 m. A cosa servivano quelle
pietre? Perchè ogni 10 m?
Diverse mura si scorgono
lungo la collina, spesse a volte anche un metro, architravi
di portali in pietra ancora intatti, migliaia di cocci smaltati
e non, tegole e pietre perfettamente scolpite.
Le
leggende  |
Una leggenda parla ancora
di un ritrovamento di monete: si dice che delle donne impegnate
nella battitura dei cereali, siano state interrotte da uno
sconosciuto che sosteneva di raccogliere elemosina per un
santo; le donne lo allontanarono offendendolo, questo dopo
essersi allontanato tirò loro un bastone e mancando
le donne andò a finire di sotto. Il mendicante nel
raccoglierlo trovo una botola nel terreno e un recipiente
pieno d’oro al suo interno. Molto fortunosamente, grazie
anche a racconti di frequentatori del luogo, è stato
possibile ritrovare il luogo in cui queste donne battevano
i cereali, non è altro che un ritaglio di terreno perfettamente
piano e solido.
Le
leggende  |
Sul versante orientale della
collina affiorano dalla roccia delle stalattiti bianchissime,
forse coperte da antiche alluvioni del Marepotamo. Le dimensioni
delle formazioni variano da qualche cm a 20-30 cm.
Le
stalattiti  |
Sul versante orientale della
collina affiorano dalla roccia delle stalattiti bianchissime,
forse coperte da antiche alluvioni del Marepotamo. Le dimensioni
delle formazioni variano da qualche cm a 20-30 cm.
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