Il
luogo |
Dinami sorge tra
alle pendici delle Serre Vibonesi, sul versante nord-occidentale
del Monte Crocco (1200m) ad una altezza di 260 m sul livello
del mare. Incuneato tra la vallata del fiume Torno a sud e
dal fiume Malanda a nord; entrambi scorrono in strette gole
che superano in certi punti i 50 m di altezza. Il comune ha
una superficie di 44,06 Km2. Confina con i comuni di Acquaro,
Arena, Mongiana, Fabrizia e a sud con la provincia di Reggio
Calabria.La conformazione
del terreno è tipica delle Pre-Serre Calabresi ma la
particolarità più interessante è la presenza
di una pietra tipica di Dinami: il piperno.
Il
nome |
Il
nome deriva dal greco dynamis, forza. Ma quale interpretazione
dovremmo dare allora a questo significato di forza?
Non si ha notizia di guerre o di lotte in cui dinamesi
abbiano potuto manifestare forza, ne di prodezze di
singoli cittadini. La giusta interpretazione è
semmai da ricercare fra le valli che abbracciano Dinami
con fiumi impetuosi, vera fonte di forza motrice: ecco
la vera forza di Dinami.
Dinami è lambita dai fiumi Malanda e Torno; le
acque di quest’ultimo sono particolarmente impetuose,
per questo motivo anticamente era chiamato appunto Dinami.
Dunque il nostro amato paese prese il nome dall’originaria
denominazione del fiume Torno. |
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La
storia  |
La prima notizia che si ha di Dinami
è stata trovata in un documento datato 1063, dunque
si può affermare che Dinami ha sicuramente origini
bizantine, ancor prima della Contea d’Arena, prima dell’arrivo
dei Normanni. Si sviluppò per la quantità di
acqua che vi era presente e che stimolò molte attività
produttive: oggi diremmo che Dinami era certamente una realtà
industriale per l’epoca. Attorno al 1100, con la discesa
dei Normanni sull’Italia Meridionale, Dinami fece subito
parte di quell’immenso territorio che va da Stilo a
Serra San Bruno, compresa tutta la Valle del Marepotamo e
che costituì per quasi 600 anni la Contea d’Arena.
Non si conosce la popolazione prima
del 1600, né la composizione sociale, né i numeri.
Dal 1600 in poi si sa che vi erano residenti molte famiglie
ricche e influenti: i Gallucci, i Cotronea, i Saldaneri, i
Crocenti, i Bufalo, i Sette, i Cassaforte, i Lombardo, i Tedesco.
Queste famiglie erano originarie un po’ da tutta la
Calabria. Molti medici, chirurghi, farmacisti, ingegneri e
sacerdoti in quell’epoca videro la luce a Dinami, tanto
che si merito il titolo di “U paisi d’allitterati”.
Oggi Dinami conta 3000 abitanti
anche se la cifra è poco realistica. In realtà
Dinami ha conosciuto, come tutto il meridione, la piaga dell’emigrazione
sin dagli anni ’50, questo ha determinato un lento ma
graduale deflusso di concittadini verso il nord Europa e il
nord Italia.
Se vuoi scoprire
i segreti del passato, le origini di Dinami e tanti piccoli
enigmi, ti rimandiamo alla sezione
storia
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